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15/03/2024
Buongiorno xchi fosse interessato ad un thè con Alice sull isola che non c'è 😅🎉💫🌟🍀🐰🧚🪶
08/03/2024
Il 7 marzo di un anno compreso tra il 148 e 150 nasceva l'Augusta Anna Aurelia Galeria , figlia di Marco Aurelio e sorella di Commodo. Data in sposa dal padre a Lucio Vero, con cui Marco condivise l'impero fino alla sua morte avvenuta nel 169, fu successivamente data in matrimonio a Tiberio Claudio Pompeiano, uno dei comandanti più importanti durante le guerre marcomanniche. Una volta salito al potere nel 180 Commodo, figlio di Marco Aurelio e fratello di Lucilla, quest'ultima tentò di eliminarlo partecipando a una congiura nel 182 e coinvolgendo anche l'ex console Marco Numidio Quadrato (il marito di Lucilla tuttavia se ne tirò fuori).
La congiura però falli quando il nipote di Quintiniano, che avrebbe dovuto uccidere l'imperatore, uscì dal nascondiglio esclamando "qui c'è il pugnale che ti spedisce il senato": il tentativo fu così goffo da essere bloccato dalle guardie del corpo dell'imperatore. Quest'ultimo ne ordinò subito la morte, insieme a quella di Quadrato. Lucilla invece fu esiliata a Capri e un anno Commodo dopo inviò un centurione ad ucciderla. Pompeiano, sopravvissuto alla moglie e a Commodo, fu invitato a prendere la porpora ancora una volta dopo la morte di Pertinace, ma rifiutò nuovamente.
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02/03/2024
Buongiorno tra una ricettina ed un altra
27/02/2024
Buona sera in attesa di una nuova ricetta di Stucco ci propongo questi in vendita
14/02/2024
7 A seguito della forte crisi finanziaria, nel 1891 e negli anni successivi, i beni dei Borghese furono messi in vendita all’asta per sanare i debiti. Nel 1901 Villa Borghese fu acquistata dallo Stato, con la Galleria e tutte le opere. Però, nel 1895, Scipione Borghese, figlio di Paolo, aveva sposato una donna ricchissima, Annamaria De Ferrari, figlia dell’omonimo duca genovese e di una figlia adottiva dello zar di Russia. Costei riacquistò all’asta parte dei beni messi in vendita, tra cui due terzi del palazzo di Ripetta, nonché le tenute di Torrenova, Pantano, Borghesiana ecc. Annamaria De Ferrari era anche fotografa e seguì le imprese del marito, che divenne famoso in tutto il mondo, nel 1907, con il Raid, Pechino Parigi. Ed era anche proprietaria dell’Isola sul lago di Garda, e nelle acque di quel lago scomparse misteriosamente nel 1924. Termino questa carrellata molto sintetica sulla storia dei Borghese, la famiglia che forse ha inciso più di tutte le altre sulla storia di Roma, soprattutto dal punto di vista delle opere d’arte. Alcune tenute e borghi sono ancora dei discendenti, come ad esempio Pantano Borghese e Pratica di Mare. Si potrebbero scrivere molti volumi, aggiungo solo che ci sono tante famiglie che derivano dai Borghese e ne conservano tante proprietà, innanzitutto i Salviati, gli Aldobrandini ed i Torlonia. Ma anche i Campello, i Cavazza, gli Hercolani e altri.
13/02/2024
7 Febbraio 1944, Lunedì
Moriva a Fiesole, uccisa durante i bombardamenti, il soprano e attrice cinematografica LINA CAVALIERI
Offrendo ancora bambina ai passanti le violette per un baiocco e un sorriso gratis. Spesso "passa ponte" e, di nascosto dei genitori, a 13 anni, già donna e con i riccioli neri fluenti, s' intrufola al Baraccone delle Meravigliea piazza Pepe, rifacendo il verso alla sciantosa. Così la scopre un maestro di canto, che convince i genitori a farle educare la voce. Basta poco e debutta in abitino di cretonne alla Torre di Belisario a Porta Pinciana; solo un piattino passando tra il pubblicoa fine spettacolo per la "chetta", la questua. Ma è brava e bella, e allora la invitano al Grande Orfeo,e da lì al Salone Margherita. Niente più piattino, ma un contratto e un boa di struzzo. E diventa la diva del pubblico borghese del caféchantant di Roma, esaltata pure da Trilussa: «Fior d' orchidea,/ il bacio dato sulla bocca tua/ lo paragono al bacio d' una dea». Che la qualifica un personaggio di Roma. Ma eccola richiesta a Napoli e Milano; la sua bellezza e il suo modo di cantare seducente nel giro di dieci anni la portano a Parigi per le Folies-Bergères, a Londra per l' Empire, a Vienna per l' English Garden. Arriva a competere con la Bella Otero, ma finisce per essere lei la più bella del mondo, secondo la qualifica che le assegna D' Annunzio nel 1899 nella dedica di una copia del Piacere, definendola «massima testimonianza di Venere in Terra». Ormai ha migliorato tanto la sua voce da trasformarsi in cantate lirica, debuttando nel 1900 nella Bohème al San Carlo di Napoli. Sulla scena è splendido vederla più che udirla, fra portamento sensuale e sontuose acconciature. Famoso per audacia resta il bacio a Enrico Caruso sul palcoscenico del Metropolitan Opera di New York, al termine del duetto della Fedora. Da allora Lina negli Stati Uniti è "The kissing primadonna". E si diverte a sposarsi. Quattro matrimoni per quattro divorzi. Nel 1899 con il principe russo Aleksandr Bariatinsky; nel 1908 per soli 8 giorni con il milionario americano Robert Winthrop Chanler; nel 1913 con il tenore francese Lucien Muratore; nel 1927 con il pilota automobilistico Giuseppe Campari. E tanti altri amori, dall' industriale Davide Campari che la segue in tournée per pubblicizzare il suo aperitivo, al re del Kazan che la sposerebbe se abbandonasse le scene, ai cantanti Mattia Battistini e Tito Schipa, a Guglielmo Marconi. Fino al suo impresario Arnaldo Pavoni, con il quale passa gli ultimi anni tra la villa della Cappuccina a Rieti e quella di Fiesole. Il 7 Febbraio 1944, durante un attacco aereo su Firenze, una bomba distrugge la villa, seppellendola sotto le macerie con Pavoni e la cameriera. Gina Lollobrigida la rievocherà nel film "La donna più bella del mondo" del 1955. Era nata a Viterbo il 24 dicembre 1875.
13/02/2024
Nuovi studi. Chi era la 18enne romana sepolta 1800 fa con una "Barbie", corona di mirto e l'anello di un uomo. Il volto, la storia - Stile Arte Una vicenda dolce e drammatica da rileggere per San Valentino. «Tolto il coperchio, e lanciato uno sguardo al ca****re attraverso il cristallo dell' acqua limpida e fresca, fummo stranamente sorpresi dall'aspetto del teschio, che ne appariva tuttora coperto dalla folta e lunga capigliatura ondeggia...
12/02/2024
Uпsolved mystery: Expeпsive jewel-covered "skeletoп" foυпd iп Romaп catacombs. - CAPHEMOINGAY They call them the саtасomЬ Saiпts – aпcieпt Romaп сoгрѕeѕ that were exhυmed from the catacombs of Rome, giveп fictitioυs пames aпd seпt abroad as relics of
31/01/2024
IL VERO VOLTO DI FLAVIA DOMITILLA, LA FERENTANA MOGLIE DELL'IMPERATORE VESPASIANO E MADRE DEGLI IMPERATORI ROMANI TITO E DOMIZIANO
Tra i tanti personaggi storici nati nella Tuscia nei secoli ce n'è uno di particolare importanza: nata a Tripoli in Libia (impero romano) durante il l° sec DC seguì da bambina il padre che appartenente all'ordine equestre, per il suo valore in battaglia , raggiunse la carica di Questore e quindi trasferito a Ferento , la figlia Flavia Domitilla era nata da una coppia interraziale in cui il padre caucasico l'aveva concepita con una donna sicuramente berbera delle tante etnie che costituivano l'impero romano ai loro tempi.
Questo suo colore della pelle, l'altezza e sicuramente il portamento fecero di Flavia Domitilla una donna e moglie desiderabile per molti uomini sicuramente colpiti dalla sua avvenenza. Sappiamo che il primo marito di Flavia Domitilla fu un cittadino dell'impero romano di colore morto in battaglia ed anche lui appartenente all'ordine equestre (la famosa cavalleria romana che andava in battaglia indossando già la maschera funebre), quindi una giovane vedova
Per il fato della vita, Vespasiano capitò a Ferento dove ai tempi esisteva una importante stazione di sosta, vide Flavia Domitilla e si invaghì perdutamente di di questa donna. Vespasiano era un Sabino nato a Vicus Phalacrinae, oggi città conosciuta col nome di Cittàreale in provincia di Rieti, anche lui appartenente ad una famiglia dell'ordine equestre
Quindi quando andrete a Ferento immaginate attraversando il Decumano il primo incontro, il primo sguardo, il colpo di fulmine in cui gli sguardi ,del grande Imperatore che allora imperatore non era e la sua futura moglie, si incrociarono . Il tutto accadde proprio lì,.
Purtroppo Flavia Domitilla morì prima di vedere il marito diventare imperatore e di vedere i suoi figli Tito e Domiziano diventare a sua volta Imperatori
Tornando a noi abbiamo dato un volto a Flavia Domitilla ,il volto di una giovane donna con la carnagione ed i capelli tipici delle tribù berbere e beduine del Nord Africa , diversa dai busti ufficiali realizzati in età più adulta
Purtroppo nei tour organizzati non abbiamo mai assistito ad approfondimenti di questo tipo, il voler fissare nella memoria di un turista quel momento magico del fato in cui due persone incrociarono lo sguardo in quel determinato luogo per dar vita ad un momento magico stante in un vero e proprio colpo di fulmine che cambierà la storia futura di Roma con la sua discendenza
Forse in maniera inconsapevole , frutto di una riminiscenza dei ricordi del DNA, molte coppie del viterbese novelli sposi andavano e fosse ancora vanno , a fare le foto del matrimonio a Ferento proprio nei luoghi in cui Vespasiano e Flavia Domitilla si incontrarono e giunsero a matrimonio
La storia rimane meravigliosa, è il ns link col passato e come tutte le cose che donano felicità e soddisfazione all'uomo come la conoscenza non costa nulla, non può essere comprata ma solo appresa
30/01/2024
I Folletti del Bosco
Oh che freddo! Oh che gelo!
Vento forte e nubi in cielo!
La pozzanghera è ghiacciata,
la grondaia si è gelata!
Indossiam sciarpe e cappelli,
bei maglioni e gran mantelli,
paraorecchie e poi giacconi
canottiere, calzettoni!
Ma ‘sto freddo non va via:
gela tutto, mamma mia!
Più pungente di una sberla:
sono i giorni della merla
29/01/2024
«Pinacoteca Ambrosiana, Milano.
In una piccola teca è conservato un tesoro.
Un garbuglio di sottili fili gialli che formano un intreccio ad anello verso l’estremità. Niente di che all'apparenza, forse solo una reliquia; e invece se vai a fondo scopri che dietro c'è un mondo. Una storia d'amore bellissima quanto proibita, tra un dotto umanista e una ragazza tormentata. Per viverla bisogna spostarci un po' più ad est, e tornare indietro nel tempo, tanti e tanti anni fa.
Ferrara 1502. Quel giorno, alla corte ducale, erano attesi giovani poeti e letterati.
Per il ragazzo era un'occasione d'oro. Poteva finalmente mettersi in mostra e farsi notare dalla duchessa. Se tutto fosse andato come sperava, avrebbe avuto anche l'occasione di entrare nella sua cerchia ristretta di letterati. Lei amava gli artisti, e ovviamente far parte del suo "circolo" era garanzia di fama e ricchezza. Così giunse il suo momento. Il ragazzo entrò in sala e la vide. Conosceva la duchessa solo per sentito dire, e che fosse molto bella lo sapeva già, gliel'avevano ripetuto un milione di volte. Quello che lo sbalordì e lo lasciò senza parole fu che fosse così bella. Il poeta ci mise un po' di tempo a presentarsi, letteralmente folgorato dal bagliore della giovane duchessa. I suoi capelli biondi splendevano, illuminati dai raggi del sole che filtravano dalle grandi vetrate del palazzo. Già quei capelli, come si può dimenticarli? Non ci riuscì, e continuò a pensare a lei anche le ore successive all'incontro. Anche i giorni dopo. Anche le settimane dopo.
La duchessa era il suo pensiero fisso. Si invaghì così tanto da giungere a cambiare la struttura della sua prima opera che stava per uscire in quel periodo. La modificò sulla base di quel suo nuovo invaghimento. Un uomo che apriva il suo cuore verso l'amore più sincero e appassionato. E quando l'opera, chiamata "Gli Asolani", uscì, il poeta ne regalò subito una copia alla duchessa, che rimase positivamente colpita. Cominciarono a frequentarsi sempre più spesso, i due innamorati clandestini, e intrapresero una relazione platonica ma appassionata.
Poi però arrivò la peste e il poeta fu costretto a scappare dalla città. Lei rimase. Non poteva la duchessa abbandonare il suo popolo decimato. E tanto platonicamente quanto si erano frequentati di persona, così iniziarono un rapporto epistolare a distanza fatto di bellissime lettere d'amore. Lui però aveva ancora quel pensiero fisso: i capelli di lei, e glielo scrisse. Alla fine lei non mancò di compiere un gesto fortemente simbolico: si tagliò una ciocca dei suoi amati capelli e la inviò insieme a una lettera. Quando lui la ricevette, la tenne stretta a se, e la volle conservare per sempre all'interno di uno scrigno, che ormai era il più prezioso di tutti i tesori che possedeva. Quello che conteneva le lettere d'amore della duchessa.
I due non si rividero mai più ma continuarono a scriversi ancora per sedici anni. Poi lei morì giovanissima e lui divenne Cardinale. Uomo di chiesa e personaggio di spicco dell'Umanesimo italiano, famoso ancora oggi con il nome di Pietro Bembo.
Come quella ciocca di capelli sia giunta a Milano, non lo sa nessuno. Ma forse un motivo c'è.
Se la guardi all’interno della piccola teca, noti che è ancora perfettamente conservata, liscia e fresca come se fosse stata appena recisa.
Ecco, pare che in alcune notti, se osservi bene attraverso le finestre della Pinacoteca Ambrosiana, scorgi un bagliore. Una luce intensa che proviene dalla stanza dove è conservata la bionda treccia. Dicono che sia proprio la duchessa, che arriva e legge le lettere del suo amato Pietro Bembo, non prima di aver pettinato la propria ciocca di capelli.
Poi se ne va, svanisce in un educato silenzio, ma felice perché si è sentita amata. Lei, la discussa e tormentata duchessa di Ferrara, Lucrezia Borgia»
(Roberto Colombo, Alberto Angela UnOfficial Page Fan Italia)
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