Roberta Colletti - Dietista e Naturopata

Roberta Colletti - Dietista e Naturopata

Compartir

PS. Questa pagina é puramente informativa e non vuole sostituirsi alle vostre terapie mediche.

Mi dedico a dare consigli a tutti coloro che soffrono di malattie croniche intestinali che vogliono migliorare la loro qualitá di vita attraverso l’alimentazione e stile di vita antinfiammatorio (sempre insieme alle proprie terapie mediche). Questa pagina é per chi ha una patologia intestinale e vuole migliorare la sua qualitá di vita attraverso l'alimentazione antinfiammatoria e i protocolli natu

20/06/2026

Affinché si produca un trauma nell'infanzia, non è necessario che si verifichi un evento estremo, è sufficiente che un’esperienza venga vissuta come soverchiante e solitaria, senza la possibilità di essere compresa e condivisa con un adulto affidabile. Come ha sottolineato Bessel van der Kolk, il trauma non è definito soltanto dall’evento in sé, ma dall’effetto che quell’esperienza produce sul sistema nervoso: è ciò che resta nel corpo quando la mente non è stata in grado di elaborare ciò che è accaduto. Un bambino, data la sua struttura neurobiologica, non possiede ancora completamente le competenze di autoregolazione emotiva, dipende infatti dall’adulto per dare senso alle proprie emozioni e per modularle. Se un’esperienza è troppo intensa, improvvisa, ripetuta o vissuta in solitudine emotiva, può assumere una valenza traumatica. Il trauma infantile può dunque derivare da eventi acuti, come maltrattamenti, trascuratezza grave, perdita improvvisa di una figura di riferimento, ma anche da condizioni relazionali croniche e meno visibili come umiliazioni ripetute, svalutazione sistematica, freddezza affettiva, imprevedibilità, richieste di maturità precoce, mancanza di rispecchiamento emotivo. In questi casi non è tanto il singolo episodio a ferire, ma la ripetizione e l’assenza di un contesto riparativo. Il bambino, non potendo modificare l’ambiente né allontanarsene, sviluppa adattamenti di sopravvivenza, per cui può diventare ipervigile, compiacente, autosufficiente in modo rigido, oppure può imparare a dissociarsi, cioè a ridurre il contatto con le proprie sensazioni ed emozioni per non sentirne l’intensità. Un bambino traumatizzato può presentare reazioni sproporzionate rispetto agli stimoli come crisi intense di rabbia o panico per frustrazioni minime, pianto inconsolabile, oppure al contrario un’apparente freddezza emotiva eccessiva. Si possono osservare oscillazioni rapide tra iperattivazione (agitazione, impulsività, ipervigilanza) e spegnimento (ritiro, apatia, sguardo assente). Questa alternanza riflette spesso un sistema nervoso che fatica a trovare uno stato di equilibrio.
Un secondo ambito è quello comportamentale. Possono comparire regressioni improvvise, ritorno a comportamenti già superati come enuresi, richiesta costante di contatto fisico, difficoltà nel sonno, oppure condotte oppositive marcate, aggressività non contestualizzata, o ancora un compiacimento eccessivo verso l’adulto, come se il bambino fosse costantemente preoccupato di non deludere. Anche il gioco può fornire indizi: ripetizioni rigide di scene di pericolo, salvataggio o punizione possono indicare un tentativo di elaborazione simbolica di vissuti non integrati.
L’aspetto relazionale è particolarmente significativo. Alcuni bambini mostrano un attaccamento estremamente ansioso, con paura intensa della separazione e bisogno continuo di rassicurazione; altri appaiono evitanti, eccessivamente autonomi per l’età, poco inclini a cercare conforto anche quando sono in difficoltà. In entrambi i casi può essere presente una difficoltà a percepire l’adulto come base sicura. Il trauma relazionale precoce, soprattutto se cronico, può manifestarsi proprio attraverso queste distorsioni nella fiducia di base.
Anche il corpo parla. Disturbi del sonno persistenti, incubi ricorrenti, mal di pancia o mal di testa frequenti senza cause mediche evidenti, tensione muscolare costante, postura rigida o sguardo ipervigile possono indicare uno stato di attivazione cronica. Talvolta il bambino sembra sempre in allerta, come se stesse monitorando l’ambiente alla ricerca di segnali di minaccia.
È importante sottolineare che singoli comportamenti possono avere molte spiegazioni e che l’osservazione deve essere contestualizzata nell’età evolutiva e nell’ambiente familiare e scolastico. Ciò che orienta verso un’ipotesi traumatica è la persistenza dei segnali, la loro intensità e soprattutto la difficoltà del bambino a tornare spontaneamente ad uno stato di calma dopo l’attivazione.
Infine, un indicatore centrale è la qualità della regolazione in presenza di un adulto disponibile. Un bambino non traumatizzato, anche se agitato, tende a calmarsi quando trova un adulto sintonizzato. Se invece la co-regolazione fatica a produrre effetto, o il bambino sembra non fidarsi del conforto offerto, può essere presente una ferita più profonda nel sistema di sicurezza.

Questi adattamenti, funzionali nell’infanzia, possono però trasformarsi in difficoltà relazionali o regolative nell’età adulta. La minimizzazione di quanto vissuto è una delle strategie più comuni e affonda le sue radici nella necessità primaria di preservare il legame di attaccamento. Alice Miller ha descritto come il bambino tenda a proteggere l’immagine dei genitori anche a costo di negare il proprio dolore, perché riconoscere l’inadeguatezza di chi dovrebbe garantire sicurezza può risultare psichicamente destabilizzante. È spesso meno minaccioso pensare di essere stati bambini troppo sensibili, che ammettere di non essere stati sufficientemente amati, compresi o protetti. Da questo punto di vista il trauma infantile non è soltanto ciò che è accaduto, ma anche ciò che non è accaduto, cioè la mancanza di sintonizzazione, di validazione emotiva, di uno momenti in cui le emozioni potessero essere accolte e regolate insieme a un adulto. Quando queste condizioni vengono a mancare in modo significativo o prolungato, il bambino può interiorizzare un senso di inadeguatezza o di insicurezza di base che continuerà a influenzare la percezione di sé e delle relazioni anche molti anni dopo.
Germana Verganti

Quadro di Davide Stasino

08/06/2026
19/05/2026

🌿 Oggi è la Giornata Mondiale delle Malattie Infiammatorie Intestinali 🌿

Crohn e Colite Ulcerosa non solo solo malattie instestinali, ma sono anche malattie invisibili.
Spesso si soffre in silenzio, vivendo in uno stato di ansia costante, facendo finta che vada tutto bene… mentre dentro c’è un caos incredibile.

Ci sono giorni in cui uscire di casa, mangiare serenamente, affrontare un viaggio o anche solo una cena con amici può diventare fonte di stress e paura.
E chi non vive tutto questo, spesso non riesce a comprenderlo davvero.

💜 Io so cosa significa.
So quanto possa essere difficile sentirsi intrappolati in sintomi che non riguardano solo l’intestino, ma anche energia, sonno, umore, relazioni e qualità della vita.

✨ Ma il corpo può essere sostenuto.
Con il giusto approccio nutrizionale e uno stile di vita mirato, è possibile lavorare per ritrovare equilibrio, benessere e serenità intestinale.

Se vuoi riprendere in mano la tua salute, sono qui per aiutarti.

09/04/2026

Sto cercando un/una nutrizionista o dietista da inserire nel mio team, con cui lavorare da remoto in modo continuativo.
👉 Seleziono massimo 2 persone.
Il progetto è focalizzato su:
✔️Morbo di Crohn
✔️Colite Ulcerosa
✔️Disturbi intestinali
✔️Gonfiore e difficoltà digestive
✔️Sindrome dell’intestino irritabile (IBS)
✔️Infiammazione cronica
✔️Disturbi autoimmuni
Lavoriamo con un approccio olistico a 360 gradi, integrando nutrizione funzionale, supporto naturopatico e stile di vita.
Ogni giorno accompagniamo tante persone con sintomi complessi e spesso trascurati, che hanno bisogno di un metodo mirato.
Cerco un/una professionista che:
✔️abbia una formazione in nutrizione (dietista o biologa nutrizionista)
✔️voglia specializzarsi nell’ambito intestinale
✔️sia aperto/a a un approccio olistico
✔️desideri crescere all’interno di un progetto strutturato
Non è una collaborazione occasionale, ma un percorso professionale.
Offro:
💻 lavoro 100% da remoto
🎓 formazione
📈 inserimento nel team
💸 compenso interessante
Se senti che questo ruolo ti rappresenta davvero:
👉 Candidati qui: https://docs.google.com/forms/d/e/1FAIpQLSefFTtLnJiLUDU_jpBzOVSl_Eofipj8rDFlOklzfHc-R_d5Wg/viewform
⚠️ Ti chiedo di candidarti solo se sei realmente interessato/a e pronto/a a metterti in gioco.
👉 Se vuoi saperne di più su di me e sulla mia storia: https://robertacolletti.com/la-mia-storia-e-il-mio-proposito-nella-vita-2/
Se conosci qualcuno che possa essere interessato per favore condividi il post!

Photos from Roberta Colletti - Dietista e Naturopata's post 08/04/2026

Altra persona che raggiunge la remissione! Condivido con piacere un'altra bella recensione fatta da una nostra assistita, arrivata nel nostro studio quasi 2 anni fa con RCU moderata, con mucosa del sigma e retto friabile ed edematosa, che ha dovuto cambiare spesso farmaci perché non riusciva a stare meglio facilmente, e che invece grazie alla sua tenacia ( unita alla sua terapia e al nostro programma) ha ricevuto da poco anche la conferma di remissione endoscopica da parte dei medici. Complimenti!

07/04/2026

Sto cercando un/una nutrizionista o dietista da inserire nel mio team, con cui lavorare da remoto in modo continuativo.

👉 Seleziono massimo 2 persone.

Il progetto è focalizzato su:
✔️Morbo di Crohn
✔️Colite Ulcerosa
✔️Disturbi intestinali
✔️Gonfiore e difficoltà digestive
✔️Sindrome dell’intestino irritabile (IBS)
✔️Infiammazione cronica
✔️Disturbi autoimmuni

Lavoriamo con un approccio olistico a 360 gradi, integrando nutrizione funzionale, supporto naturopatico e stile di vita.

Ogni giorno accompagniamo tante persone con sintomi complessi e spesso trascurati, che hanno bisogno di un metodo mirato.

Cerco un/una professionista che:
✔️abbia una formazione in nutrizione (dietista o biologa nutrizionista)
✔️voglia specializzarsi nell’ambito intestinale
✔️sia aperto/a a un approccio olistico
✔️desideri crescere all’interno di un progetto strutturato

Non è una collaborazione occasionale, ma un percorso professionale.

Offro:
💻 lavoro 100% da remoto
🎓 formazione
📈 inserimento nel team
💸 compenso interessante

Se senti che questo ruolo ti rappresenta davvero:
👉 Candidati qui: https://forms.gle/H7C71VQeVQLvMDhM8

⚠️ Ti chiedo di candidarti solo se sei realmente interessato/a e pronto/a a metterti in gioco.

👉 Se vuoi saperne di più su di me e sulla mia storia: https://robertacolletti.com/la-mia-storia-e-il-mio-proposito-nella-vita-2/

Se conosci qualcuno che possa essere interessato per favore condividi il post!

07/04/2026

Ovviamente il glutine non è l'unica causa o problema in un processo oncologico ma è importante sapere cosa può creare. Fortunatamente abbiamo tantissime alternative e si può benissimo fare una dieta varia evitando o limitando il glutine

30/03/2026

NON È SOLO PANCIA
È UN SECONDO CERVELLO CHE TI COMANDA
Sono qui… e mentre respiro sento una cosa chiara:
prima ancora di pensare… il corpo ha già deciso.
E quel “decidere” parte da lì.
Dall’intestino.

ANATOMIA DEL SISTEMA ENTERICO
Dentro il tuo intestino vive una rete pazzesca.
Oltre 100 milioni di neuroni.
Non è un supporto.
È un sistema autonomo.
Si chiama sistema nervoso enterico.
Comunica con il cervello… ma può funzionare anche senza di lui.
Tradotto semplice?
Hai un cervello nella pancia.
E lavora h24.

LA CHIMICA CHE TI CAMBIA L’UMORE
Il tuo intestino produce circa il 90% della serotonina.
Sì, proprio quella dell’umore.
Produce anche dopamina, GABA, segnali infiammatori, ormoni.
Se l’intestino è in equilibrio… tu sei stabile.
Se è in caos… tu sei instabile.
Non è debolezza.
È biochimica.
QUANDO DICI “LO SENTO A PANCIA”… È VERO
Quella stretta.
Quel nodo.
Quella nausea improvvisa.
Non sono fantasie.
Sono segnali reali che partono dal sistema enterico e arrivano al cervello attraverso il nervo vago.
Il corpo percepisce prima.
La mente interpreta dopo.
Tu non sei indeciso.
Stai ignorando un’informazione precisa.

PSICOSOMATICA: L’INTESTINO ASSORBE ANCHE LE EMOZIONI
Gonfiore.
Colite.
Intestino irritabile.
Spesso non è solo quello che mangi.
È quello che trattieni.
Rabbia non espressa.
Paura digerita male.
Situazioni che “non riesci a mandare giù”.
L’intestino non filtra solo il cibo.
Filtra la vita.

OSTEOPATIA VISCERALE: TOCCARE LA PANCIA È TOCCARE IL SISTEMA NERVOSO
Quando lavoro sull’addome non sto “massaggiando”.
Sto dialogando con il sistema enterico.
Movimenti lenti.
Profondi.
Precisi.
Riduco tensioni, miglioro la motilità, abbasso il livello di allerta.
Il risultato?
Respiri meglio.
Digerisci meglio.
Pensi meglio.

AUTOTRATTAMENTO SEMPLICE
Sdraiati.
Una mano sotto l’ombelico.
Una sopra.
Fai piccoli movimenti circolari, lenti, in senso orario.
Come se stessi accarezzando qualcosa di fragile.
Respira.
Inspira 4
Espira 6
Dopo pochi minuti sentirai la pancia “cedere”.
Non è rilassamento mentale.
È il sistema nervoso che cambia stato.

MICRO-PRATICHE DURANTE LA GIORNATA
Mangia senza telefono.
Mastica lento.
Fermati quando sei pieno, non quando hai finito.
E soprattutto…
ascolta quella sensazione prima di dire sì.
La pancia lo sa già.

MEDITAZIONE DELLA PANCIA (10 MINUTI)
Minuto 0–2
Mani sull’addome. Senti il movimento del respiro.
Minuto 2–5
Segui l’aria che entra e spinge leggermente verso fuori.
Minuto 5–8
Immagina un calore dentro la pancia che si espande.
Minuto 8–10
Resta lì. Senza cambiare niente. Solo presenza.

MANTRA
Mi fido di ciò che sento.
Il mio corpo sa.
Io ascolto.

POESIA DEL LUNEDÌ
C’è un luogo dentro di te
che non parla,
ma sa.
Non urla,
ma guida.
È silenzioso,
ma non sbaglia mai.
E ogni volta che lo ignori…
ti perdi.
Ogni volta che lo ascolti…
torni a casa.

Preso dal post di Totaro Osteopata

29/03/2026

L’errore statistico che ha portato alle basse raccomandazioni di utilizzate oggi

Nel 2011 l’Institute of Medicine ha stabilito l’assunzione giornaliera raccomandata di vitamina D a 600 UI. Tuttavia, analisi successive hanno mostrato che, a causa di un errore statistico nel metodo di calcolo, la dose necessaria per coprire quasi tutta la popolazione potrebbe essere molto più alta, vicino alle 9.000 UI al giorno.

Il problema principale è che sono stati utilizzati dati relativi alla media, invece di quelli necessari per stimare quanta vitamina D serva affinché la maggior parte della popolazione raggiunga livelli adeguati. In questo modo i fabbisogni reali sono stati sottostimati.

Nonostante la pubblicazione di questi risultati, le raccomandazioni iniziali sono rimaste in gran parte in vigore e continuano a essere utilizzate nella pratica clinica quotidiana. Questo evidenzia un problema più ampio: quando una raccomandazione diventa standard, la sua revisione richiede tempo anche quando emergono nuove prove.

Le linee guida ufficiali si basano principalmente sulla raccomandazione dell’Institute of Medicine del 2011, che indicava 600 UI al giorno per persone tra 1 e 70 anni, con l’obiettivo di mantenere i livelli di 25(OH)D nel sangue sopra 20 ng/mL nel 97,5% della popolazione sana.

Un’analisi successiva di Paul J. Veugelers e John P. Ekwaru pubblicata su Journal of Preventive Medicine and Public Health (2014) ha individuato un errore statistico nel calcolo: la dose reale necessaria per coprire il 97,5% della popolazione sarebbe circa 8.900 UI, cioè circa 15 volte superiore.

L’errore consisteva nel basarsi sul fabbisogno dell’“individuo medio” invece di calcolare la quantità necessaria affinché quasi tutta la popolazione raggiunga livelli adeguati. Questo significa che 600 UI possono essere sufficienti per alcune persone, ma non per una parte significativa della popolazione.

Un altro studio guidato da Robert P. Heaney ha stimato che servono circa 6.201 UI al giorno per raggiungere livelli minimi superiori a 30 ng/mL.

La vitamina D non agisce solo come vitamina ma anche come ormone. Viene prodotta nella pelle grazie alla luce solare e regola circa 2.000 geni, influenzando il sistema immunitario, il metabolismo, la differenziazione cellulare e molte altre funzioni.

Numerosi studi hanno associato bassi livelli di vitamina D a un rischio maggiore di malattie croniche, mentre livelli adeguati sono collegati a:

riduzione della mortalità totale
minore rischio di morte per cancro
riduzione delle malattie autoimmuni
migliore salute metabolica (ad esempio minore insulino-resistenza)

Il corpo umano può produrre vitamina D tramite l’esposizione al sole: con un’esposizione breve e regolare, senza scottature, si possono sintetizzare 15.000–20.000 UI al giorno. Quando questo non è possibile, l’integrazione dovrebbe mirare a livelli simili a quelli ottenuti naturalmente.

Come per molti parametri di salute, i livelli ottimali di vitamina D variano da persona a persona: ad esempio un bambino può ottenere benefici con 30 ng/mL, mentre pazienti con malattie autoimmuni possono necessitare di livelli più elevati.

FONTI:
1. Veugelers PJ, Ekwaru JP. Nutrients, 2014.
2. Heaney RP et al. Nutrients, 2015;7(3):1688–1690.
3. Sha S et al. J Intern Med, 2023.
4. Keum N et al. Ann Oncol, 2019.
5. Hahn J et al. BMJ, 2022.
6. Zhu L et al. Eur J Nutr, 2023.
7. Herrmann M et al. Clin Chem, 2023.
8. Lemke D et al. Front Immunol, 2021

¿Quieres que tu empresa sea el Salón De Belleza mas cotizado en Barcelona?
Haga clic aquí para reclamar su Entrada Patrocinada.

Categoría

Dirección


Barcelona
EONLINE

Horario de Apertura

Lunes 09:00 - 17:00
Martes 09:00 - 17:00
Miércoles 09:00 - 17:00
Jueves 09:00 - 17:00
Viernes 09:00 - 17:00