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🎯Dal dolore alla performance attraverso il movimento
✅Più benessere, meno limitazioni
ℹ️Info in Dm

10/07/2026

C’è della biomeccanica anche nel meme 😂

Si scherza sulle posizioni avendo masterizzato la skill di dormire ovunque, ma per un atleta dormire non è tempo perso.

È uno degli strumenti di recupero più potenti che esistano.

Durante il sonno avvengono processi fondamentali come recupero del sistema nervoso, sintesi proteica, rilascio dell’ormone della crescita, consolidamento dell’apprendimento motorio e regolazione della risposta immunitaria.

Non è un caso se molti atleti d’élite fanno del sonno una priorità.

LeBron James ha raccontato di cercare regolarmente 8-10 ore di sonno, spesso integrate da un pisolino.

Erling Haaland ha più volte sottolineato quanto qualità del sonno e routine serale siano parte integrante della sua preparazione.

Marcus Thuram ha dichiarato che il sonno è uno degli aspetti che cura di più per recuperare tra allenamenti e partite.

Puoi avere il programma perfetto.

Ma se trascuri il recupero, stai limitando gli adattamenti che quell’allenamento dovrebbe produrre.

La performance non si costruisce solo quando ti alleni. Si costruisce anche e soprattutto quando recuperi.

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01/07/2026

Ha ancora senso parlare di piani di movimento?

I piani anatomici sono uno strumento utile per descrivere un movimento.

Ma descrivere un movimento non significa spiegare come il corpo lo produce.

Ogni corpo umano si muove all’interno di un ambiente tridimensionale, dove gravità, forze di reazione al suolo e pressione interna interagiscono continuamente.

Per adattarsi a questo ambiente, il sistema non lavora “per piani” ma si organizza attraverso la rotazione.

La rotazione non è solo una rotazione di un osso.

È una strategia con cui il corpo distribuisce pressione, coordina il respiro, trasferisce forze tra gli arti e mantiene equilibrio durante il movimento.

Quando osserviamo un cambio di direzione, uno sprint o un lancio, non vediamo mai un movimento puramente sagittale o trasverso.

Vediamo una sequenza tridimensionale di rotazioni, traslazioni e adattamenti che coinvolge tutto il sistema.

Per questo motivo, che sia nella valutazione e nell’allenamento bisogna tenerne conto.

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17/06/2026

Non pensare che i campioni si allenino nel migliore dei modi.

Gli atleti d’élite sono compensatori d’élite.

Un giocatore con la genetica di Lamine Yamal può compensare molte carenze fisiche e dominare comunque in campo perché il talento copre molto.

Ma noi coach non possiamo affidarci alla genetica quando programmiamo. Dobbiamo ragionare su ciò che è allenabile e su ciò che vogliamo ottenere.

Non esistono esercizi giusti o sbagliati, esistono anche tecniche diverse che funzionano in contesti diversi. Quello che serve è un contesto e un’intenzione chiara dietro ogni scelta.

Il lavoro in sala pesi per un calciatore non serve solo a costruire muscolo, serve a costruire qualità fisiche che sostengano la performance nel tempo e riducano il rischio di infortuni.

Meno ego, più intenzione.

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11/06/2026

Siamo sicuri che il salto bipodalico sia la verità assoluta quando poi la massima espressione del movimento in campo è questa?

Anche in ambito performance il movimento rimane molto più che spostarsi da un punto A a un punto B.

È la capacità di produrre forza, assorbirla, trasferirla e riorganizzarla continuamente in base a ciò che succede intorno a te.

Per questo un singolo test può darci informazioni utili, ma non può rappresentare da solo la complessità del gesto atletico.

La vera domanda non è quanto salti.

La vera domanda è quanto riesci a esprimere quelle qualità quando il contesto cambia, quando devi reagire, coordinarti e prendere decisioni ad alta velocità.

Perché alla fine anche la performance non è una misura ma un’espressione.

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02/06/2026

La velocità non è una qualità unica.

È la somma di tre cose: come proietti il corpo in avanti, come scambi gli arti durante la corsa, come restituisci energia elastica al suolo.

Proiezione, Switching, Reattività.

Tre fasi dello sprint, tre modi completamente diversi di perdere velocità senza saperlo.

Se acceleri bene ma non mantieni la velocità hai un problema di switching. Se parti lento ma voli nei 30 metri hai un problema di proiezione. Se ti infortuni spesso nonostante ti alleni bene, probabilmente c’è un’asimmetria tra i due arti che nessuno ha mai misurato.

Capire dove perdi velocità è il primo passo per recuperarla.

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