Osteopatia dalla teoria alla pratica

Osteopatia dalla  teoria alla pratica

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Formazione post graduate in osteopatia

05/06/2026

HAI SCARICATO GRATUITAMENTE IL MATERIALE SUL THE BRIDGE METHOD STEP 1? Adesso inizia la parte più importante: mettere in discussione ciò che davi per scontato

IN UNA RX O IN UNA RMN NON C'E' MAI UNA FRECCIA CHE INDICA DOVE O COME TRATTARE.

Quante volte ci è capitato di trattare una zona dolorosa e vedere un miglioramento che però dura poco?

Il motivo potrebbe essere più semplice di quanto pensiamo: stiamo lavorando sulle disfunzioni somatiche secondarie

Lo Step 1 del BRIDGE METHOD ® nasce proprio da questa idea; l’obiettivo è capire quale struttura sta davvero influenzando l’adattamento di tutto il sistema.

Nel corpo umano ci sono aree che possono diventare particolarmente influenti. Quando una di queste va in difficoltà, il resto del corpo si adatta per continuare a funzionare nel modo più efficiente possibile.

Per questo il dolore può comparire anche lontano dalla sua origine.

Una spalla dolorosa potrebbe essere collegata a una restrizione toracica.

Un dolore cervicale potrebbe essere la risposta a una disfunzione presente in un’altra zona.

Una lombalgia potrebbe essere semplicemente l’ultimo tassello di una lunga catena di compensazioni.

IDENTIFICARE LA DOMINANZA

Il primo passo del metodo è capire quale segmento o sistema sta influenzando maggiormente l’organizzazione generale del corpo.

Non significa cercare la struttura più rigida.

Non significa trattare a caso perche quella struttura sembra piu rigida

Significa capire quale elemento sta guidando il comportamento dell’intero network biologico.

Quando si individua correttamente la dominanza, spesso si possono osservare cambiamenti immediati e duraturi.

PERCHÉ È IMPORTANTE?

Lavorare sulla dominanza permette di rendere il trattamento più efficace.

Invece di intervenire su tante strutture secondarie, si cerca quella che può avere il maggiore impatto sull’equilibrio generale del corpo.

È un approccio basato sull’osservazione, sul ragionamento clinico e sulla capacità di leggere i meccanismi di adattamento dell’organismo.

Dott. Umberto Caldarese
Osteopata D.O.
25 anni di esperienza clinica

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INFO
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24/05/2026

🧠⚖️ MEDICINA INTEGRATA , LESIONI INTRAOSEE E ASSE NEUROVEGETATIVO CONTRO ARTROSI E OSTEOPOROSI ⚖️🦴

Molti esperti di medicina integrata
possiedono una visione neuro endocrina e sistemica estremamente evoluta.

Parlano di modulazione neuroendocrina, di asse intestino-fegato-rene, di metabolismo osseo, di equilibrio tra osteoclasti e osteoblasti, cercando di comprendere perché si sviluppino osteoporosi, osteopenia e processi artrosici. 🧬🦴

Ed è corretto ragionare in questo modo: il tessuto osseo non è una struttura passiva, ma un organo metabolicamente vivo, profondamente influenzato da infiammazione, ormoni, microcircolo, carico meccanico, stato neurovegetativo e qualità dell’assorbimento intestinale. 🔬🩸🧠

Spesso però, quando il discorso entra nel campo osteopatico, molti Iniziano a brancolare nel buio.

NON Sanno come agisce l'osteopatia. 🤲🌀

Prescrivono vitamina D, vitamina K2, magnesio, supporti intestinali, integrazione epatica, modulazione del microbiota, fitoterapia endocrina, perfino terapie anaboliche come il paratormone ricombinante, ma raramente ci si domanda in quale “terreno biologico” questi stimoli debbano agire. 💊🧫⚙️

Perché un sistema congestionato, ipomobile o neurovegetativamente disorganizzato può ridurre drasticamente la capacità adattativa del corpo. ⚠️🧠🌊

Se il diaframma perde elasticità, se il fegato presenta restrizioni di mobilità, se l’area mesenterica è in tensione, se il drenaggio venoso-addominale è rallentato, se esistono edema interstiziale, stasi fluidiche o alterazioni del tono simpatico cronico, il problema non è soltanto biochimico avoglia a dare integratorino modulatori. 🚫💊🌪️

Il.problema che loro chiamano terreno diventa emodinamico, meccanotrasduttivo e neurovegetativo. 🩸⚡🧠

L’assorbimento intestinale stesso dipende da perfusione, motilità, innervazione autonomica e dinamica fluidica. Un intestino in distress neurovegetativo non è soltanto “infiammato”: spesso è ischemico funzionalmente, rigido, congestionato, scarsamente adattabile. 🫀🫁🌀

In questa ottica, l’osteopatia non si sostituisce alla medicina integrata, ma può diventare un amplificatore biologico della risposta terapeutica. 🔄🧠🤲

L'osteopatiafavorisce: mobilità viscerale e fasciale, drenaggio venoso e linfatico, regolazione neurovegetativa, dinamica diaframmatica, microcircolo, riduzione delle tensioni meccaniche croniche, miglioramento della biodisponibilità sistemica degli stimoli terapeutici. 🌿🩸⚙️

Il punto centrale è che l’osteogenesi non è controllata solo da calcio e vitamina D. 🦴☀️

È influenzata da: asse neuroendocrino, vascolarizzazione ossea, carico meccanico, infiammazione cronica, stato simpatico-vagale, qualità della perfusione tissutale, equilibrio metabolico globale. 🧠🩸⚖️

L’osso è un tessuto adattativo.
E un tessuto adattativo necessita di informazione biologica corretta, non soltanto di integrazione farmacologica o nutraceutica. 🔬🦴📡

Per questo, in alcune condizioni, il corpo “non recepisce” pienamente l’integrazione non perché manchi la sostanza, ma perché il terreno fisiologico che dovrebbe utilizzarla è disorganizzato. ⚠️🌪️🧬

L’approccio realmente integrato nasce quando endocrinologia, nutrizione, medicina funzionale e osteopatia iniziano a dialogare sullo stesso paziente, osservando contemporaneamente biochimica, meccanica, neurovegetativo ed emodinamica. 🧠🦴🩸⚙️

01/05/2026

ECCO COSA DICONO DI NOI…

Non sono solo articoli, post o parole.

Sono ore di studio 📚, pratica sul campo 🤲, responsabilità clinica ⚖️.

Ogni paziente preso in carico è una storia, una fiducia, un impegno reale.

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Questa carrellata di video non è marketing.
È lavoro. È esperienza. È realtà.

NB: una riflessione.
Oggi vediamo sempre più spesso uno scenario fatto di show 🎭, numeri 📊, e commercializzazione della salute 💰

Ma la verità è semplice:
👉 Prima viene la competenza. Sempre.
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Ma quando viene prima della competenza — o peggio, la sostituisce — succede questo:

❌ si altera il valore clinico
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12/04/2026

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sei convinto come me che un osteopatia che lavora solo sul muscolo scheletrico e non attraverso di esso sia un osteopatia monca ?

Se si ..ti faccio un regalo ..

LEGGI QUANTO SEGUE

Il paziente che arriva dall’osteopata spesso non ha una lesione evidente o un trauma preciso. Nella maggior parte dei casi presenta un senso di disagio o dolore che nasce da come il sistema nervoso elabora le informazioni del corpo. 🧠

Il dolore non è solo qualcosa che parte dai tessuti. È il risultato di tre componenti che lavorano insieme:
1) stimolo fisico (muscoli, articolazioni, visceri),
2) esperienza personale,
3) stato emotivo e attenzione. ⚖️

Il cervello riceve queste informazioni e le integra attraverso diverse aree.

Il talamo fa da “centralina” e smista i segnali verso:
aree che riconoscono il dolore,
aree emotive,
aree cognitive che lo interpretano. 🧩

Per questo il dolore non è mai solo locale, ma sempre influenzato dal contesto e dallo stato della persona.

Se gli stimoli durano nel tempo, il sistema nervoso si adatta (neuroplasticità):
cambia le connessioni,
modifica il controllo motorio,
può mantenere il dolore anche senza una causa evidente. 🔄
Un esempio è la lombalgia cronica:
il tronco perde coordinazione,
il controllo muscolare diventa meno efficiente,
il cervello cambia la rappresentazione del corpo. ⚠️

Una struttura molto importante è l’insula, che integra le informazioni interne del corpo e contribuisce alla percezione globale del dolore e del disagio. 🧠

Il The Bridge Method sfrutta l'indagine delle fluttuazioni embriologiche per lavorare indirettamente su questo concetto:

il problema non è solo dove fa male, ma come il sistema è organizzato. 🌉

Il “Bridge” è un collegamento funzionale tra diverse aree del corpo (cranio, sacro, visceri, fasce).
L’obiettivo è individuare la disfunzione dominante, cioè il punto che altera l’equilibrio di tutto il sistema.

Attraverso i test si valuta:
dove il sistema perde adattamento,
dove l’informazione è alterata,
quale collegamento è compromesso. 🔍

Il trattamento serve a:
migliorare la qualità delle informazioni che arrivano al sistema nervoso,
facilitare una riorganizzazione,
uscire da schemi di compenso non efficienti. ⚙️

Il corpo si sviluppa seguendo schemi di base:
flessione ed estensione,
espansione e retrazione,
rotazione e torsione,
organizzazione sulla linea mediana. 🧬
Questi schemi restano anche nell’adulto e guidano postura e movimento.
Quando vengono alterati:
il movimento diventa compensato,
l’informazione si distorce,
aumenta il rischio di dolore. ❗
Il lavoro osteopatico mira a:
ripristinare questi schemi fondamentali,
migliorare la coerenza del sistema,
rendere il corpo più efficiente. 🔧

Il dolore non è solo un problema locale, ma il risultato di un sistema complesso.
L’osteopata deve:
leggere il corpo come un insieme,
individuare la disfunzione principale,
ristabilire i collegamenti (Bridge),
riportare il sistema ai suoi schemi di base. 🧭

L’obiettivo non è solo togliere il dolore, ma riorganizzare il sistema nervoso e migliorare la funzione globale. 🚀

In questo contesto capisci bene che le tecniche hvla sono poca cosa ; sono un mezzo non il metodo .

Sono utili senz'altro ma sono solo una skill veloce e coreografica che hai per creare effetto wow sul paziente.

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Photos from Osteopatia dalla  teoria alla pratica 's post 25/03/2026

CASO CLINICO REALE – PRATICA A STUDIO
Senso di sbandamento persistente e quotodiano DA 1 Settimana

Dolore cervicale in rotazione sx VAS 5

INQUADRAMENTO:

Paziente con senso di sbandamento persistente, riferito soprattutto in posizione seduta, in particolare in macchina.

Escluse cause otorinolaringoiatriche, a seguito di valutazione specialistica negativa.
Valutazione osteopatica

Capo completamente traslato a destra. FIGURA 1

Quadro compatibile con un III grado di compromissione secondo il Bridge Method.

Test craniali:
test di compressione cranica positivo
Segni posturali evidenti:
capo traslato a destra Figura 1
atteggiamento in flessione anteriore in ortostatismo ( vedi foto prima del trattamento)

Approccio terapeutico iniziale
Posizionamento in Bridge di III grado a livello pelvico, associato a scarico sacrale e posizionamento di Bridge alti FIGURA 2.

Esito: nessuna variazione clinica.
FIGURA 3

Trattamento muscolo-scheletrico cervicale con approccio meccanico:
reset segmentario
K1
D1
C4, C5, C6
lavoro cranico suture direttrici tecnica v spread + lavoro cranico di equilibro di membrana .
Lavoro lesioni intraosee craniche rilevate
Esito: nessuna risposta FIGURA 4

Approccio risolutivo – FiGURA 5

Intervento sul sistema mio-durale lungo l’asse cervico-dorsale e dorso-lombare.
Tecniche utilizzate:
ricerca e mantenimento di punti neutri duramerici
tecniche di equilibrio della tensione durale
normalizzazione globale della catena durale posteriore

Dolore cervicale VAS 5 rotazione capo a sinistra ( notare che il dolore rimane invariato ma in rotazione del capo opposta rispetto a inizio seduta)

Risultato:
riequilibrio posturale evidente, con riduzione della deviazione del capo
remissione sintomatologica completa degli eisodi simil vertiginosi.
esito stabile a una settimana dalla seduta

INTERPRETAZIONE CLINICA BASATA SUL RISVOLTO CLINICO

Il caso evidenzia che:
un grado di compressione elevato non implica necessariamente una risposta al trattamento diretto craniale o locale;
il sistema durale può esprimere la disfunzione a distanza dal punto sintomatico;
le tecniche strutturali e craniali, se isolate, possono risultare inefficaci quando non viene intercettato il vero fulcro tensivo.

Elemento chiave
Il cambiamento è stato determinato dal riequilibrio globale della continuità mio-durale, e non da un intervento segmentario.

MESSAGGIO CLINICO
Quando:
il cranio è positivo,
i test confermano un alto grado di compromissione,
ma il trattamento diretto non produce effetti,
diventa necessario:
uscire dalla logica locale;
ricercare il punto neutro duramerico globale.

Spesso la soluzione non è dove il sistema compensa ma dove il sistema mostra

🌐
🔥
🔑 🌀

10/03/2026

QUANDO IL BACINO È CONGESTIONATO…
SPESSO IL PROBLEMA È PIÙ IN ALTO ⬆️⬆️

(emorroidi, problemi ginecologici, prostatiti, pesantezza pelvica… molto spesso hanno anche una componente epatica)

⏱️ Tempo di lettura: circa 2 minuti

Molti detrattori dell’osteopatia probabilmente non leggeranno nemmeno questo post.

Si fermeranno alla prima riga e penseranno subito:

“Ma dove sono le prove?” 🤨🤨
“Dov’è lo studio randomizzato?” 📊📊

E nel frattempo continuano a guardare il corpo a pezzi, come se fosse un motore smontato su un banco da officina.
Il problema è che il corpo non funziona così. ❌❌

Il corpo è un sistema continuo 🔗🔗

E chi lavora da anni nella clinica vera lo vede ogni giorno.
Parliamo di migliaia di pazienti con:
• emorroidi
• congestione pelvica
• prostatiti
• disturbi ginecologici
• cisti ovariche
• fibromi
• gonfiore alle gambe

Quando si valuta seriamente il fegato, molto spesso emerge qualcosa.
Osteopaticamente si trovano frequentemente:
• riduzione della mobilità epatica
• alterazioni della motilità viscerale
• problemi di riempimento e svuotamento venoso
Dal punto di vista medico non è raro osservare:
• steatosi epatica (fegato grasso)
• angiomi epatici
• calcoli della colecisti
• colecisti rimossa
• segno di Murphy positivo

E spesso anche le analisi del sangue parlano chiaro.
Le analisi che si alterano più frequentemente sono:
🧪🧪 Transaminasi (AST – ALT)
Segnalano sofferenza delle cellule epatiche.
🧪🧪 Gamma-GT (GGT)
Molto sensibile alle alterazioni del fegato e delle vie biliari.
🧪🧪 Fosfatasi alcalina (ALP)
Indicativa di problemi della funzione biliare.
🧪🧪 Bilirubina
Può aumentare quando il fegato fatica a metabolizzare correttamente.
🧪🧪 Albumina
Riflette la capacità del fegato di sintetizzare proteine.
🧪🧪 Tempo di protrombina (INR)
Legato alla produzione epatica dei fattori della coagulazione.
🧪🧪 LDH

Indice di danno cellulare che può aumentare anche in caso di sofferenza epatica.
Il punto chiave è questo ⚠️⚠️
Il bacino viene quasi sempre trattato come un distretto isolato.
Dolore pelvico.
Emorroidi.
Prostata.
Ginecologia.
Tutto localizzato lì. 🎯

Ma il corpo non ragiona per compartimenti.
Molto spesso il bacino è il punto di arrivo del problema
non il punto di partenza.

Uno degli organi che più influenzano questo sistema è proprio il fegato.

Il fegato è uno dei più grandi filtri metabolici dell’organismo.

Riceve enormi quantità di sangue dall’intestino attraverso la vena porta.
Metabolizza ormoni, mediatori infiammatori, tossine e residui metabolici.

Quando questo sistema funziona bene:
🩸 la circolazione addominale è fluida
🩸 il drenaggio venoso è efficiente
🩸 i tessuti restano liberi

Quando invece il fegato è sotto stress:
🍔 alimentazione industriale
🍷 eccesso di alcol
😴 sonno scarso
⚡ ritmi metabolici disordinati

il sistema diventa più lento e congestionato.
E dove si scarica questa congestione?
Molto spesso nelle zone più declivi del corpo.
➡️ il bacino.

E qui iniziano a comparire:
• emorroidi 🔴🔴
• pesantezza pelvica ⚖️⚖️
• congestione venosa 🩸🩸
• irritazioni rettali
• disturbi prostatici
• disordini ginecologici
Il fegato regola anche gli ormoni ⚖️⚖️
Il fegato è uno dei principali organi che metabolizzano gli ormoni.

Quando gli ormoni già utilizzati non vengono eliminati correttamente, rimangono più a lungo nel circolo.

Nel tempo questo può contribuire a:
• squilibri estrogenici
• disturbi ginecologici
• problemi prostatici

Per questo motivo molti problemi pelvici migliorano quando si lavora anche sui sistemi sopra il bacino:
🥗 alimentazione
💧 idratazione
😴 sonno
🫁 diaframma
🧠 ritmo metabolico
🍽️ digestione
Il principio clinico è semplice
Il corpo non è una somma di pezzi separati.
È un sistema integrato. 🔗🔗

Spesso il bacino non è il problema.

È il punto in cui il problema diventa visibile.
Quando il fegato lavora meglio
quando la circolazione si libera
quando il metabolismo si riequilibra
anche il sistema pelvico cambia completamente comportamento.
Per decongestionare il contenente pelvico spesso bisogna:
• valutare il fegato
• migliorare il drenaggio addominale
• lavorare sul diaframma
• correggere alcune abitudini alimentari
Per capire questo concetto non servono ideologie.
Basta una cosa molto semplice:
👉 una conoscenza di base dell’anatomia vascolare dell’addome.
Il resto lo insegna la clinica quotidiana. 👨‍⚕️👨‍⚕️

09/03/2026

IDENTIFICAZIONE DI UNA NUOVA VIA DI DRENAGGIO DEL LIQUOR (CSF) DEL CERVELLO UMANO 🧠

📚 Studio pubblicato nel 2023

⚠️ Lettura consigliata principalmente a osteopati e chiropratici professionisti.

Questo è un articolo da leggere con attenzione perché fornisce una spiegazione interessante di come potrebbe avvenire il drenaggio del liquor cerebrospinale.
Dal punto di vista pratico non modifica i protocolli manuali di drenaggio dei seni cranici, che rimangono validi.

Anzi direi che questo studio supporta e spiega il perche' il drenaggio manuale dei seni sia cosi potente come tecnica di svuotamento liquorale cranico e sia cosi di alto il livello si successo su emicranee .

📌 Nello specifico vi invito a scaricare il prorocollo pratico di drenaggio dei seni venosi che e' in uscita a breve e che sara' incluso nel seconco STEP 2 del corso the Bridge Method

Per info contattatemi in privato ve lo inviero' personalmente appena e' attivo
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📄 L’articolo in questione è:
Pessa, 2023 – PLoS One
Descrive una nuova possibile via anatomica di drenaggio del liquido cerebrospinale (CSF) nel cervello umano attraverso uno studio di anatomia macroscopica su ca****re.

🧠 ABSTRACT
Il modo in cui il liquido cerebrospinale (CSF) drena dal cervello umano è di fondamentale importanza per la salute e la fisiologia cerebrale.
Un drenaggio ostruito del CSF può determinare:
• aumento della pressione intracranica
• dilatazione dei ventricoli cerebrali
• danno cellulare fino alla morte neuronale

📖 Il modello classico prevede che il CSF dreni:
➡️ dallo spazio subaracnoideo
➡️ verso il seno sagittale superiore
attraverso le granulazioni aracnoidee.
🔬 In questo studio è stata identificata una nuova struttura anatomica nel seno sagittale mediante dissezione anatomica su ca****re.

Gli autori descrivono un nuovo sistema chiamato:
Sistema canalicolare del CSF

Questo sistema è costituito da una serie di canali situati su entrambi i lati del seno sagittale che comunicano con il liquor subaracnoideo tramite gli spazi di Virchow-Robin.
💡 Gli esperimenti hanno mostrato che:
• i canali sono pervi
• il flusso avviene indipendentemente dal sistema venoso
• il liquor scorre dal seno sagittale verso la base cranica

📡 La fluoroscopia ha evidenziato il flusso:
➡️ dal seno sagittale
➡️ verso la base cranica

Inoltre è stata confermata la presenza di canali di drenaggio nel collo che decorrono:
➡️ dalla base cranica
➡️ fino alla vena succlavia

📌 Questi dati suggeriscono quindi una nuova possibile via di drenaggio del liquor, che potrebbe rappresentare una via primaria di ricircolo.

🧠 INTRODUZIONE
Il drenaggio del liquor è fondamentale per la fisiologia del sistema nervoso.
Quando il drenaggio è alterato si possono verificare:
• aumento della pressione intracranica
• idrocefalo
• danno neuronale
Il liquor è un ultrafiltrato del sangue che svolge diverse funzioni:

🧠 protezione meccanica del cervello
⚡ trasporto di molecole energetiche
🔬 scambio di soluti
📖 Il modello tradizionale prevede il drenaggio attraverso:
• granulazioni aracnoidee
• seno sagittale superiore
Sono state descritte anche vie secondarie, tra cui:
• drenaggio verso i linfatici nasali attraverso la lamina cribrosa
• drenaggio verso linfatici meningei (dimostrato nei modelli animali)

🔬 MATERIALI E METODI
Lo studio è stato condotto su:
👤 7 cadaveri freschi non imbalsamati
• 5 maschi
• 2 femmine
• età 40-92 anni
Sono state eseguite:
🔎 dissezioni del seno sagittale
💉 iniezioni di mezzo di contrasto
🧪 iniezioni con microsfere fluorescenti
È stata inoltre effettuata immunoistochimica per valutare diversi marker:
• LYVE-1
• D2-40
• CD105
• F-actina
• vimentina

🔎 RISULTATI
Dopo apertura del seno sagittale sono stati osservati canali del CSF ai lati del seno venoso.

In sezione trasversa risultavano:
➡️ posteriori
➡️ laterali rispetto al sistema venoso
📡 Con fluoroscopia è stato osservato il flusso del contrasto:
➡️ dal seno sagittale
➡️ verso la base cranica
➡️ fino all’uscita dal cranio
💉 L’iniezione fluorescente ha confermato:
• passaggio del liquido nei canali
• assenza di riempimento del sistema venoso

🔬 Immunoistochimica
I risultati mostrano:
❌ LYVE-1 negativo
❌ CD105 negativo
✅ vimentina positiva
Secondo gli autori questo suggerisce che i canali non siano né vasi sanguigni né linfatici classici.
📍 A livello cervicale è stato identificato un sistema di drenaggio situato nella:
• guaina carotidea
• avventizia della vena giugulare interna

🧠 DISCUSSIONE
Gli autori propongono l’esistenza di una nuova via chiamata:
CSF Canalicular System
Questo sistema sarebbe costituito da:
• canali sottili
• translucidi
• privi di muscolatura
• organizzati a plesso
Il percorso ipotizzato sarebbe:
🧠 aracnoide

📍 seno sagittale (canali laterali)

📍 base cranica

📍 collo

🩸 vena succlavia
Secondo questa interpretazione il drenaggio del liquor potrebbe essere indipendente dal seno venoso sagittale.

⚠️ LIMITI DELLO STUDIO
Gli stessi autori riconoscono che lo studio presenta limiti importanti.
È uno studio anatomico post-mortem, quindi:
• non dimostra il funzionamento in vivo
• non prova che questa sia la via principale
La teoria necessita quindi ulteriori conferme scientifiche.

🧾 CONCLUSIONI
Lo studio descrive una nuova possibile via anatomica di drenaggio del liquor.
Questa scoperta potrebbe avere implicazioni per:
• anatomia
• chirurgia
• neuroscienze
• fisiologia del liquor

🧠 IN SINTESI:
Il liquor potrebbe drenare non solo attraverso le granulazioni aracnoidee, ma anche attraverso un sistema di canali laterali al seno sagittale che porterebbe il fluido fino alla vena succlavia.

03/03/2026

ECCO IL COLLEGAMENTO TRA INFIAMMAZIONE DI UN DENTE DELL'ARCATA INFERIORE E DOLORE AL COLLO; GIUNZIONE CERVICO CRANIALE

IL collegamento tra nervo mandibolare (V3) e segmento cervicale alto non è un collegamento “a filo diretto”.

Non esiste un nervo che dalla mandibola arrivi fisicamente a C1. Tuttavia, a livello centrale esiste una connessione neurofisiologica ben documentata che spiega perché un problema infiammatorio ad una radice del nervo possa associarsi a dolore cervicale alto.

Il nervo mandibolare è una branca del Nervo trigemino. Le afferenze nocicettive provenienti dal territorio trigeminale e quelle dei primi nervi cervicali (C1–C3) convergono in un’area comune del tronco encefalico e del midollo cervicale superiore: il complesso trigemino-cervicale.

Qui avviene un fenomeno di “convergenza”: stimoli dolorifici provenienti dall’ATM o dai muscoli masticatori o da un alveolo infiammato possono essere interpretati dal sistema nervoso come dolore cervicale alto, e viceversa.
In termini clinici questo significa che:

Una disfunzione dell’ATM 🦷
→ attiva nocicettivamente il V3
→ converge nel complesso trigemino-cervicale 🧠
→ facilita i segmenti C1–C2
→ può manifestarsi come cervicalgia alta o dolore nucale.
C1 è prevalentemente motorio, ma le strutture capsulo-legamentose dell’atlante e dell’articolazione atlanto-occipitale inviano afferenze che entrano nello stesso sistema integrato. Questo spiega l’iperattività dei suboccipitali, le alterazioni della postura cranio-cervicale e alcune forme di cefalea cervicogenica.

In sintesi:
non esiste un collegamento anatomico periferico diretto tra V3 e C1, ma esiste una integrazione centrale convergente che giustifica il legame clinico tra mandibola, trigemino e cervicale alta.
ATM ↔ trigemino V3 ↔ C1-C2 ↔ dolore cervicale.

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