Phyto Activa

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La Phyto Activa srl è un'azienda italiana produttrice di nutraceutici e cosmeceutici per la salute

07/07/2026

💋 Ti è mai capitato di baciare qualcuno e… sentire che qualcosa cambia subito dopo?
Non è “sesto senso” né un segnale del destino. È cervello.

🧠 La ricerca mostra che il cervello forma valutazioni sociali e di attrazione in pochi secondi (Willis & Todorov, 2006).
E queste valutazioni non si basano solo sull’aspetto, ma anche su informazioni sensoriali immediate.

👃 Tra queste, l’olfatto ha un ruolo chiave: diversi studi indicano che gli odori corporei influenzano la percezione di attrattività e compatibilità (Herz & Inzlicht, 2002; Havlicek & Roberts, 2009).

🧬 Alcune evidenze suggeriscono anche che preferenze olfattive possano essere legate a segnali biologici come il sistema immunitario (Wedekind et al., 1995), anche se nell’uomo il meccanismo è complesso e non deterministico.

📌 In pratica:
il primo contatto fisico non “crea” l’attrazione da zero, ma può aggiornare rapidamente come il cervello la valuta.

E se qualcosa non torna… il sistema di valutazione può cambiare altrettanto in fretta.

❗Importante: non è una regola fissa. Emozioni, contesto e aspettative restano fondamentali.

03/07/2026

Quante cose hai da fare oggi?

Probabilmente riusciresti a rispondere senza pensarci troppo.

Ma se ti chiedessi di elencare 10 cose che ti piace fare davvero... quanto ci metteresti?

Spesso conosciamo a memoria la lista dei doveri, ma facciamo fatica a ricordare ciò che ci fa stare bene.

E non perché non abbiamo passioni.

Semplicemente, siamo così abituate a dare spazio alle scadenze, agli impegni e alle responsabilità che il tempo dedicato a noi stesse finisce in fondo alla lista.

💛 E tu, qual è la prima cosa che metteresti nella tua lista delle cose che VUOI fare?

02/07/2026

🧬 Il collagene: la proteina che sostiene il nostro corpo

Ne sentiamo parlare spesso, soprattutto quando si parla di pelle e invecchiamento. Ma che cos’è davvero il collagene?

Il collagene è la proteina più abbondante del nostro organismo e rappresenta circa il 30% di tutte le proteine corporee. È una proteina strutturale che forma una sorta di “impalcatura”, dando sostegno, resistenza ed elasticità a molti tessuti.

Dove lo troviamo?
✨ Nella pelle (soprattutto nel derma)
🦴 Nelle ossa
💪 Nei tendini e nei legamenti
🦵 Nelle cartilagini
❤️ Nelle pareti dei vasi sanguigni

Il suo ruolo è fondamentale perché contribuisce a mantenere la struttura e l’integrità dei tessuti e partecipa ai normali processi di riparazione dell’organismo.

Con il passare degli anni, però, la produzione naturale di collagene diminuisce progressivamente. Questo processo fa parte del normale invecchiamento ed è uno dei fattori che contribuiscono alla perdita di elasticità della pelle e ai cambiamenti che interessano altri tessuti connettivi.

Anche alcuni fattori legati allo stile di vita possono accelerare questo fenomeno, tra cui:
☀️ esposizione eccessiva ai raggi UV
🚬 fumo di sigaretta
🍷 consumo eccessivo di alcol
🍭 alimentazione ricca di zuccheri
😴 scarso riposo

Una curiosità: esistono almeno 28 tipi di collagene identificati nell’uomo, ma circa il 90% è costituito dal collagene di tipo I, presente soprattutto nella pelle, nelle ossa e nei tendini.

📚 Fonti scientifiche
• Ricard-Blum S. The Collagen Family. Cold Spring Harbor Perspectives in Biology, 2011.
• International Union of Biochemistry and Molecular Biology (IUBMB) – Collagen.
• National Institutes of Health (NIH) – Office of Dietary Supplements.
• Shoulders MD, Raines RT. Collagen Structure and Stability. Annual Review of Biochemistry, 2009.

29/06/2026

🤍 Perché il DHA è così importante durante la gravidanza?

Il DHA è un acido grasso della famiglia degli omega-3 ed è un componente fondamentale del cervello e della retina.

Durante la gravidanza il bambino dipende quasi completamente dalle riserve e dall’apporto materno di DHA, soprattutto nella seconda metà della gestazione, quando il sistema nervoso è in pieno sviluppo.

Per questo motivo le principali società scientifiche raccomandano un’assunzione di almeno 200 mg di DHA al giorno durante la gravidanza, preferibilmente attraverso l’alimentazione. Le migliori fonti sono il pesce grasso (come salmone, sardine, sgombro e aringhe), mentre per chi ne consuma poco il medico può valutare la necessità di un’integrazione.

È importante anche scegliere pesci a basso contenuto di mercurio e seguire sempre le indicazioni del proprio ginecologo o professionista sanitario.

📌 Salva questo post per ritrovare facilmente queste informazioni quando ne avrai bisogno.

Le informazioni contenute in questo post hanno finalità divulgative e non sostituiscono il parere del medico.

📖 Fonti
- European Food Safety Authority (EFSA). Scientific Opinion on health benefits of DHA and recommended intakes during pregnancy.
- World Health Organization (WHO). WHO recommendations on antenatal care for a positive pregnancy experience.
- National Institutes of Health (NIH). Omega-3 Fatty Acids – Fact Sheet for Health Professionals.
- International Society for the Study of Fatty Acids and Lipids (ISSFAL). Recommendations for DHA intake during pregnancy and lactation.

26/06/2026

Non ci impegniamo solo a offrirvi prodotti di qualità, ma anche un servizio attento e spedizioni rapide.
Sapere che questo viene apprezzato ci rende davvero felici.💚

25/06/2026

Recensioni come questa ci ricordano ogni giorno perché facciamo il nostro lavoro con cura. 💙
Grazie a chi sceglie phytoactivasrl e si prende il tempo di condividere la propria esperienza.

Photos from Phyto Activa's post 19/06/2026

🛡️ Gli antiossidanti: gli alleati invisibili delle nostre cellule

Probabilmente ne hai sentito parlare molte volte, ma cosa sono davvero gli antiossidanti?

Gli antiossidanti sono sostanze presenti naturalmente in molti alimenti che aiutano il nostro organismo a proteggersi dallo stress ossidativo.

Ma facciamo un passo indietro.

Ogni giorno il nostro corpo produce energia attraverso processi metabolici essenziali per la vita. Durante queste reazioni si formano anche i cosiddetti radicali liberi, molecole instabili che cercano di “rubare” elettroni ad altre molecole per stabilizzarsi.

In quantità normali, i radicali liberi svolgono anche funzioni utili. Il problema nasce quando vengono prodotti in eccesso o quando le difese dell’organismo non sono sufficienti a contrastarli.

È qui che entra in gioco lo stress ossidativo: una condizione di squilibrio tra la produzione di radicali liberi e la capacità dell’organismo di neutralizzarli.

Diversi fattori possono favorire questo squilibrio:
☀️ esposizione ai raggi UV
🚬 fumo di sigaretta
🌫️ inquinamento atmosferico
😴 scarso riposo
😰 stress prolungato

Gli antiossidanti aiutano a neutralizzare i radicali liberi, contribuendo a proteggere cellule e tessuti dai danni ossidativi.

Tra i più conosciuti troviamo:
🍊 Vitamina C
🥜 Vitamina E
🥕 Carotenoidi
🫐 Polifenoli

Per questo motivo una dieta ricca di frutta, verdura, legumi, frutta secca e altri alimenti vegetali rappresenta una delle principali fonti di composti antiossidanti.

Piccola curiosità: il colore intenso di molti frutti e ortaggi (come mirtilli, melograno, pomodori e carote) è spesso dovuto proprio alla presenza di sostanze antiossidanti.

17/06/2026

Confrontarci con gli altri è una tendenza naturale. Gli psicologi la chiamano confronto sociale: un processo che utilizziamo per capire chi siamo, come stiamo andando e come ci collochiamo rispetto alle persone che ci circondano.

Il problema è che oggi abbiamo accesso a centinaia di vite, ogni giorno.

Vediamo promozioni, traguardi, relazioni, viaggi, nuovi inizi. E anche quando sappiamo che stiamo osservando solo una piccola parte della realtà, è difficile non fare paragoni.

Il confronto sociale è un comportamento comune e naturale, ma può influenzare il modo in cui percepiamo noi stessi, soprattutto quando iniziamo a misurare il nostro valore o i nostri progressi usando il percorso degli altri come punto di riferimento.

Forse è anche per questo che a volte ci sentiamo “indietro”.

Non necessariamente perché lo siamo.

Ma perché stiamo confrontando il nostro dietro le quinte con i momenti più visibili della vita di qualcun altro.

💬 Ci piacerebbe sapere che ne pensate. Vi è mai capitato di sentirvi indietro rispetto a qualcuno?

15/06/2026

🎨 Fare attività artistiche può influenzare l’invecchiamento biologico?

Secondo un nuovo studio dell’University College London pubblicato su Innovation in Aging, la risposta potrebbe essere sì. I ricercatori hanno analizzato i dati di 3.556 adulti britannici, confrontando la frequenza con cui svolgevano attività artistiche e culturali con alcuni indicatori biologici dell’invecchiamento misurati attraverso modificazioni del DNA chiamate “epigenetiche”.

I risultati hanno mostrato che chi partecipava più frequentemente ad attività come leggere, ascoltare musica, visitare musei o mostre e prendere parte a eventi culturali presentava un ritmo di invecchiamento biologico più lento. L’associazione aumentava con la frequenza della partecipazione: circa il 2% per chi svolgeva queste attività alcune volte all’anno, il 3% per chi lo faceva mensilmente e il 4% per chi vi partecipava almeno una volta a settimana.

Lo studio ha inoltre osservato che le persone coinvolte regolarmente nelle attività artistiche risultavano biologicamente più giovani rispetto a chi vi partecipava raramente. Gli effetti erano particolarmente evidenti dopo i 40 anni e rimanevano presenti anche considerando altri fattori come fumo, indice di massa corporea, istruzione e reddito.

⚠️ Importante: lo studio mostra un’associazione, non dimostra un rapporto di causa-effetto. Tuttavia, i risultati suggeriscono che le attività artistiche e culturali potrebbero rappresentare un comportamento favorevole alla salute, al pari di altre abitudini salutari già note.

Fonte
Fancourt D., Masebo L., Finn S. et al. Does leisure activity matter for epigenetic aging? Analyses of arts engagement and physical activity in the UK Household Longitudinal Study. Innovation in Aging, 2026.

12/06/2026

😴 Hai mai pensato di recuperare il sonno perso dormendo qualche ora in più nel weekend?

La risposta è più complessa di quanto sembri.

Se una notte dormi poco, alcune funzioni dell’organismo possono recuperare con una o più notti di sonno adeguato. Ma quando la carenza di sonno diventa un’abitudine si accumula il cosiddetto debito di sonno, cioè la differenza tra il sonno di cui abbiamo bisogno e quello che otteniamo realmente.

La ricerca mostra che la restrizione cronica del sonno può influenzare attenzione, memoria, umore, prestazioni cognitive e processi metabolici.

Dormire di più nel weekend può ridurre stanchezza e sonnolenza, ma il recupero è spesso solo parziale: alcuni effetti della privazione cronica possono persistere anche dopo uno o due giorni di sonno prolungato. Inoltre, ogni funzione dell’organismo recupera con tempi diversi.

Questo non significa che il recupero del weekend sia inutile, ma che non dovrebbe diventare la strategia abituale per compensare settimane di sonno insufficiente.

Per la maggior parte degli adulti, la scelta più efficace resta mantenere una quantità di sonno adeguata e una routine il più possibile regolare durante tutta la settimana. 🌙

📚 Fonti
• Depner CM, Melanson EL, Eckel RH, et al. Ad libitum Weekend Recovery Sleep Fails to Prevent Metabolic Dysregulation during a Repeating Pattern of Insufficient Sleep and Weekend Recovery Sleep. Current Biology. 2019.
• NIH Research Matters. Weekend catch-up can’t counter chronic sleep deprivation. 2019.
• Guzzetti JR, Banks S. Dynamics of Recovery Sleep from Chronic Sleep Restriction. Sleep Advances. 2022/2023.
• Zhou Y, Xue F. Can weekend catch-up sleep repay the sleep debt? Balancing short-term relief with long-term risks. Sleep and Breathing. 2025.
• The health impacts of catching up on sleep. Oxford Academic. 2024.

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