Il nostro obiettivo è quello di offrire gli strumenti per acquisire la consapevolezza necessaria a vivere in armonia. Impariamo ad ascoltarci…
Simona V***a
Un approccio alla vita, un modo sicuramente valido per conoscersi e riconoscersi nel mutamento costante che caratterizza il nostro percorso. E’ la visione olistica dell’essere umano a distinguere questa disciplina, nella quale coesistono diverse possibilità armoniosamente integrate tra loro e tutte concordi nel ristabilire l’integrità psicofisica dell’essere umano.Negli ultimi tempi, ricorrere a r
imedi naturali e in qualche modo slegati dalla medicina tradizionale, sembra essere diventato parte integrante del nostro bagaglio di vita, a cavallo fra tradizione e modernità. Il sapore del rimedio “fai da te”, magari tramandato di generazione in generazione (e che per questo conserva il fascino di un’inspiegabile infallibilità…!) condivide con la naturopatia l’amore per le cose semplici e naturali. Tuttavia, nell’ambito di questo settore, convivono insegnamenti che vantano una storia antica e affascinante, talvolta complessa ma comunque vicina alle esigenze e aspettative dell’uomo moderno. Parliamo dell’erboristeria, della floriterapia, dell’alimentazione naturale, con i suoi numerosi regimi, della bioenergetica, dell’iridologia, ma anche della cristalloterapia e altri studi affini. La naturopatia non deve tuttavia essere intesa quale sostituta della medicina allopatica, bensì quale supporto complementare alla terapia tout court. Lo scopo che si prefigge non è, infatti, di intervenire in situazioni correlate a patologie evidenti, semmai di fornire un valido strumento di prevenzione che, in quanto tale, operi in una fase pre lesionale. O, se il medico curante lo ritiene opportuno, fornire un valido ausilio durante la terapia farmacologica e non. Tuttavia, al di là delle modalità scelte dall’operatore, rimane indiscusso il valore terapeutico della parola (e in tal senso mi riferisco alla virtù taumaturgica che le appartiene) quale grande risorsa del naturopata, figura in grado di completare un quadro in cui emerge un aspetto spesso trascurato dalla classe medica, quello della disponibilità al dialogo. Questa non vuole essere in alcun modo una polemica, semmai un invito a valutare nel modo adeguato l’utilità di una nuova figura sociale, per ristabilire il giusto equilibrio all’interno di un circuito che vede sempre più spesso l’emergere di patologie correlate ad uno stato di malessere generale, ad un disagio difficile da indagare ma che sicuramente necessita di un tempo maggiore e di attenzioni a trecentosessanta gradi, se è vero che ci si ammala perché qualcosa, nel nostro modo di vivere e di comunicare con noi stessi, e con gli altri, non funziona più. Ovviamente, i limiti imposti a questo settore sono rigorosi, nella misura in cui si rende necessario tutelare e rispettare le priorità etiche e deontologiche della professione stessa ma soprattutto le necessità del cliente che, non può e non deve essere considerato altrimenti. Tuttavia, le restrizioni sembrano troppo spesso limitare oltre misura l’effettivo raggio d’azione del naturopata, nel cui vocabolario non possono rientrare termini quali: “paziente”, “terapia”, “terapeutico”, “anamnesi”, “cura”, ecc., laddove l’etimologia, come nel caso della parola TERAPEUTICA (dal greco therapeytike: tèchnê, arte therapeyo, assisto, curo) spesso ne tradisce l’effettivo e innocuo utilizzo. E’ pur vero che nel nostro bagaglio culturale questi termini sono ormai appannaggio della professione medica, tuttavia credo sia opportuno e doveroso non perderne di vista il significato originario. In questo modo nulla viene tolto alla professionalità che le spetta; semplicemente si dimostra una maggiore elasticità nei confronti della naturopatia, che non si appropria indebitamente ma adotta nel suo vocabolario la flessibilità e profondità di una parola, con tutti i limiti e le precauzioni che l’etica impone. Come naturopata mi auguro che la classe medica dimostri, nel tempo, maggiore apertura e tolleranza verso la nostra professione, che non dubito possa offrire innumerevoli vantaggi, a partire dal concetto di prevenzione per una migliore qualità della vita e per il raggiungimento di una condizione di benessere. Dal punto di vista legislativo, al di là delle proposte di legge avanzate da alcune regioni, in Piemonte, Toscana ed Emilia Romagna, il naturopata è stato riconosciuto quale operatore-non medico ma attivo a tutti gli effetti nel campo della salute naturale. Lo stesso Rudy Lanza, presidente della Federazione Nazionale Naturopati Heilpraktiker Professionisti (FNNHP) che osserva un codice deontologico ben preciso, afferma:
“…Il fulcro della Naturopatia èla Salutogenesi, il naturopata non è né un sostituto del medico né un medico alternativo, non fa diagnosi di patologia, non cura le malattie. Il naturopata si prefigge il compito di riequilibrare il sistema psico-fisico-emozionale e stimolare in maniera dolce, non invasiva, le capacità di autodifesa e autoguarigione innate ed insite in ognuno di noi. La figura del naturopata ha inoltre un rilevante ruolo educativo, poiché opera per favorire la piena responsabilizzazione dell’individuo nei confronti del proprio stile di vita. Il naturopata, in definitiva, promuove una migliore qualità della vita…”
Per chi inizia a lavorare in questo campo, che tutti auspichiamo venga regolamentato al più presto, bisogna fare richiesta per l’apertura della partita iva all’Agenzia delle entrate competente. A questo proposito è necessario inquadrare l’attività esercitata indicando il codice generico 93050 “ALTRI SERVIZI ALLE FAMIGLIE”, che all’interno racchiude tutte le prestazioni non contemplate in altri codici. E’ necessario, inoltre, fare l’iscrizione all’INPS, alla voce Gestione Separata. La professione del naturopata, infatti, malgrado non sia ancora stata inserita nella qualifica delle professioni, è regolata dalla normativa fiscale vigente dei lavoratori autonomi. Per concludere mi auguro che questo “spaccato”, circoscritto rispetto alla vastità degli aspetti del settore, possa aver fornito uno spunto o un suggerimento a quanti volessero avvicinarsi allo studio o semplicemente alla conoscenza della naturopatia. D’altro canto spero che al più presto si giunga ad una piena e proficua collaborazione con la classe medica. Inutili e dannose diatribe non fanno che ostacolare un percorso sempre più visibile ai nostri occhi: quello della complicità/unitarietà mente-corpo. Prenderci cura di noi stessi prevede che nulla venga sottovalutato: le nostre emozioni come i nostri pensieri sono legati ad uno stato di salute costantemente in bilico.
22/09/2025
La floriterapia è anche un’arte relazionale: accade nell’incontro, si modula nella fiducia, cresce nella coerenza. Il consulente floreale è dunque un custode di simboli, un alchimista del senso, un seminatore di bellezza. Il suo compito non è guarire, ma creare le condizioni affinché l’altro possa ritrovare il proprio centro, la propria direzione, la propria luce. Come i fiori nei campi, la guarigione non si impone: si lascia fiorire.
Prima di guarire qualcuno, chiedigli se è disposto a rinunciare alle cose che lo hanno fatto ammalare.
- Ippocrate
24/08/2022
Carruba: meglio del cacao? Tutte le proprietà e benefici | Naturopataonline
L'assenza di glutine la rende un cibo ideale anche per chi soffre di celiachia e l’alta presenza di fibre lo rende un alimento particolarmente saziante, pertanto le carrube sono un ottimo alimento spezza-fame per chi sta seguendo diete dimagranti.